Ehh… Non sono riuscito a scrivere i miei consueti pensieri a ruota libera post partita (mai a caldo, ricordate: sempre dopo almeno 48 ore). Mica avevo digerito l’ultima partita. Sembra una vita fa… Bologna Torino. Un’arrabbiatura, seguita una depressione terribile. L’impressione che non vinceremo mai più in casa… Che anno disgraziato si va prospettando. E poi di mezzo questa sosta interminabile: 21 giorni. Un lasso di tempo nel quale ci sono le partite della Nazionale, è uscita ufficialmente la dichiarazione di intenti sul nuovo Stadio con la Fiera di Bologna, si è fatto male Holm ed è arrivato il rinforzo Darmian.. . Sarebbero questioni rilevanti, ma nessuna mi scalda. E allora mi aggrappo a qualche lampo di luce che è balenato fra il grigiore della ormai dimenticata e dimenticabile gara con il Toro.

Una certa quadratura e una maggiore solidità. Cambiaghi abbastanza in forma (se segnasse anche… allora poi). come si è visto con gli Azzuri, dove è stato il meno peggio. Un po’ di giusta fotta e di garra seppure non sempre ben indirizzata e che però confina con la poca serentià. Qualche occasioncina che viene sempre creata in un modo o nell’altro, il che fa dire, come nelle precedenti partite, che non demeritiamo mai del tutto (Napoli a parte). Un po’ poco, vero? Perché la sensazione prevalente mentre guardi il Bologna è negativa: è l’impotenza. In nessun momento di tutte queste 5 gare ho mai avuto quella fiducia di poterla vincere, di poterla ribaltare. Non mi sono mai divertito, caricato, gasato. E’ questo il brutto. Ma non lo imputo, come i più fanno alla presunta mancanza, di qualità dei singoli. Non colpevolizzo nemmeno troppo Skorupsi, che è forse più vittima della negatività generale che di se stesso (perché per me lui rimane forte). E’ l’alchimia squadra-staff-ambiente che bisogna ritrovare. Non resta che sperare in una svolta e in un allenatore, Palladino, che è sempre andato bene. Perché non voglio essere la Fiorentina del 2025-26!