Aspettando Bologna – Roma, Stadio Dall’Ara

Come cambiano la vita due vittorie così. Prima mi sembrava di essere tornato agli anni peggiori, quasi rassegnato a una retrocessione certa, già m’immaginavo il record di sconfitte… Poi, con il filottino innescato da Donadoni (e diciamolo, da cose che sono girate per il verso giusto), mi è sembrato di rinascere. E ancora: Masina e Giaccherini convocati in azzurro; la partita della Nazionale a casa nostra, in diretta RAI e primo grande evento dopo i fatti di Parigi; ormai i nostri giocatori che diventano delle piccole star, come Diawara (ma ce lo portano via???? noooo dai). Manca solo un altro gol di Destro all’ultimo minuto con la Roma… Addirittura, quasi troppa non dico euforia, ma ‘assuefazione’ alla vittoria (! capirai, per 2 vittorie…). E no, qui bisogna stare molto attenti, preparati a soffrire ancora, perché a questo siamo destinati. Ottimismo, questo sì, ci deve essere e lo deve respirare a pieni polmoni l’ambiente, la squadra. La paranoia e il ‘cupismo’ che c’era con Rossi, è svanito. Fatto sta che in questo clima positivo, anch’io ho preso il biglietto per Bologna-Roma. Cosa strana, però: non la sento più di tanto questa partita, sono quasi ‘sereno’, tanto penso che se andremo incontro, come secondo me certo, a una sconfitta sonora, sotto sotto credo che il Bologna non sfigurerà lo stesso, e almeno avremo visto giocare un bel calcio, perchè la Roma è davvero una grande squadra (a me non particolarmente simpatica a dire il vero). In questo clima da sogno, che appena due settimane fa era da incubo, è successo poi che l’altra sera, per Italia-Romania, ho tifato non tanto per la Nazionale che tornava a Bologna (questo è ovvio, pur essendo solo un’amichevole), quanto per… lo Stadio dall’Ara in sé. Caro vecchio Stadio. Volevo che facesse bella figura agli occhi dell’Italia!. E bella figura è stata. Spalti abbastanza pieni (25.000, di cui molti rumeni a dire il vero), pubblico sportivissimo, un terreno come sempre perfetto (altro che sintetico), il verde che copriva la pista di atletica (ero scettico ma mi è piaciuta l’innovazione), i seggiolini rossoblu, gli stemmi del Bologna FC 1909 che campeggiavano in alto sulle zone non destinate agli spettatori, gli striscioni dei Forever Ultras e Freak Boys in curva Bulgarelli. La torre di Maratona, poi. Per me è un stadio stupendo, è storia, cultura di una città, ci appartiene, è un monumento (che all’estero sarebbe visitato dai turisti), ma forse non sono obiettivo, troppi fattori culturali e nostalgici giocano in questa mia manifestazione di affetto quasi esagerata. Lo voglio in città, ancora e per sempre. Ed è bello sognare che diventerà un gioiellino e che, toccando ferro, questo sogno, grazie a Joey Saputo, potrebbe essere presto realtà.

20 novembre 2015

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