Toscanissima sartoria per la casa. Busatti.

Ho sempre diffidato dei tanti negozietti ninnolosi e leziosi sparsi per il centro di Bologna, pieni di oggetti pici-poci per la casa, tessili o porcellanosi che siano. Avete presente? Quei negozi aperti da annoiate signore bene, dove dentro non c’è mai nessuno… Fino a quando l’amica Giulia mi ha fatto scoprire Busatti, in via Santo Stefano, mentre ero a caccia di regali. Ammetto che non ci avrei fatto caso. Ma è tutt’un’altra cosa rispetto a quanto mi aspettavo. Busatti è un’azienda storica di Anghiari, nell’aretino, dal 1842 sempre in mano alla stessa famiglia. Stile, ricerca, cura del dettaglio, l’invito a condividere una filosofia, riscoprendo vecchi piaceri, come il prendersi del tempo per sé, per toccare un tessuto, soppesarlo, sceglierlo, immaginare il prodotto finito. L’antica tessitura produce biancheria per la casa di alta qualità, anche su misura. Il patron dell’azienda, Giovanni Sassolini, mi ha spiegato che parte della produzione avviene ancora oggi su antichi telai, utilizzando tre filati principali: lino, cotone e lana, quest’ultima riservata a una produzione di nicchia su richiesta. I disegni si rifanno ai motivi rinascimentali, a volte attualizzati, ma sempre nel rispetto di quella grazia che è propria del marchio. Non solo le pezze di tessuto quindi, ma la possibilità di vedere e toccare con mano il prodotto finito e allo stesso tempo ritoccarlo come il vestito di un sarto. Non a caso sulla porta del negozio si può leggere “sartoria per la casa”. Si possono ammirare idee di letti imbastiti alla perfezione e tavole imbandite, entrambi corredati da oggettistica di alto artigianato selezionata da Giulietta Martelli, ex manager della moda, che oggi guida il negozio e non gli fa mancare un tocco molto personale.

In questo avamposto bolognese di una realtà ‘toscanissima’ gli allestimenti cambiano vorticosamente. Per queste feste di Natale, per esempio, ha trionfato l’oro in tutte le sue sfumature e abbinamenti, sfavillante vicino al corda, al sacco, al grigio antracite, ma anche glaciale se accostato al rame e all’argento. Per ogni settore, quindi, ecco realtà di nicchia di produzioni italiane, per le profumazioni Dr Vranjes di Firenze, i piatti di Ceramica d’Este in Veneto o di Virginia Casa, le lampade e gli oggetti d’arredo del mastro ceramista di Montelupo Dolfi o le creazioni artistiche in vetro ddi Zafferano o di Massimo Lunardon. Uno stile sofisticato, ma allo stesso tempo ‘sportivo’, che regala il sottile piacere degli oggetti ben fatti.

 

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